covid 004…la mia prima quarantena…

era il 1971 forse…

proprio alla fine della scuola mi venne diagnosticata una pleurite,

e anche se la forma era lieve…antibiotici e a casa (senza uscire) per tre settimane…

3 settimane lunghe tutta la vita…

la scuola era finalmente  finita (che culo, eh?) e gli amici urlavano ed impazzavano nei giochi estivi lungo la via…io li guardavo dalla finestra…finché sparivano dalla vista..

la finestra era simile a questa:

poster-in-cornice-vecchia-finestra-con-le-sbarre.jpg

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covid 001…

ci sarà tempo per fare tutte le polemiche del mondo…

ci sarà tanto e tanto tempo…

per i professionisti dell’io l’avevo detto…

ci sarà tempo, finanche troppo tempo…

per i professionisti del senno di poi…

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Viva l’Italia

Viva l’Italia
L’Italia liberata
L’Italia del valzer e l’Italia del caffè
L’Italia derubata e colpita al cuore
Viva l’Italia
L’Italia che non muore
Viva l’Italia presa a tradimento
L’Italia assassinata dai giornali e dal cemento
L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura
Viva l’Italia, l’Italia che non ha paura
Viva l’Italia
L’Italia che è in mezzo al mare
L’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare
L’Italia metà giardino e metà galera
Viva l’Italia
L’Italia tutta intera

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quello che ho cercato di scrivere…

ho capito…forse, cosa è quest’inquietudine, questa cosa che mi è passata per la testa quest’anno… quello che ho cercato di scrivere e descrivere…è un frammento di storia italiana o forse del mondo intero, una storia che tenta di abbracciare tante storie e tutto quel che succede e che cerca di circoscriverne l’essenza… che prova a raccontare la vita o quello che è… che insegue il desiderio di raccontare le tante verità del mondo e tutto quel che ci passa accanto… soprattutto quello che è eluso, forzato, mimetizzato, …ignorato…dimenticato…

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39 “cinesi”…

“Mi dispiace mamma. Il mio viaggio all’estero non è riuscito. Mamma, ti voglio tanto bene! Muoio perché non riesco a respirare…sono di Nghen, Can Loc, Ha Tinh, Vietnam… Mi spiace, mamma”. 

sono una ragazza semplice…scusatemi…

non so nulla o quasi, del mondo…

ho fatto un lunghissimo viaggio…sempre al buio, al freddo…

sarebbe stato bello guardare fuori da un finestrino…veder passare paesi…vedere anche solo il mare…o le nuvole…

sarebbe stato bello vedere la Grand Place…

sarebbe stato bello vedere la Tour Eiffel…

sarebbe stato bello riuscire a vedere almeno il Tower Bridge…

avrei voluto viverci lì…

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qui e ora…

non capisco come abbiano fatto…

i grandi scrittori dico…, i grandi filosofi…certo…proprio loro…

come hanno fatto? come sono riusciti a decodificare e descrivere il loro presente…a tradurlo in parole?

si certo, anche loro hanno semplificato…, per forza…

io di mio non ci capisco niente…ci sono 7 miliardi di persone, e nello stesso preciso istante la gente nasce muore vive sta male gioisce soffre… cosa posso cercare di codificare io? c’è solo il qui e ora dove sono, e neanche di questo posso dire di riuscire a capire tutto…

come posso fare a tradurlo almeno in domande senza risposta?

come si fa a far capire ai lettori cosa prova e quanto soffre quella persona malvestita che mi passa accanto tenendo per mano un bimbo, cosa provano e quanto fingono quelli seduti al tavolino che rumoreggiano con i bicchieri di birra in mano…come si fa? e cosa pensa e prova la persona seduta da sola davanti ad un caffè…il tutto mentre aerei bombardano e carri armati fanno fuggire popoli…mentre qualcuno si batte per l’ambiente e mentre gente rischia il mare…scala muri invalicabili…e ancora altra gente guarda partite di calcio e parla di pensioni…il tutto nel momento in cui i giornali la tv e  il web vomitano news da tutto il mondo in modo disarticolato e istantaneo, minando seriamente quelle poche sicurezze che ci eravamo fatti…come si fa?

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immaginifico…senza numero…

io che cammino lungo il marciapiede del parco…

tre ragazzi su un’auto scassata, parcheggiata di traverso…la macchina era bianca un tempo…non più…quello al posto di guida sembrerebbe avere 15 anni…ma potrebbe averne anche 20…non so…, seduto accanto sul sedile del passeggero, una sua copia in scala…, dietro, una biondina di 7-8 anni, che sembra spiegare ai due più grandi cosa devono fare…è lei il capo…

io che metto la spesa sul nastro della cassa…

lui è in mezzo a loro…segnato dalla vita…, lo sguardo arreso alla vita…vecchi tatuaggi sbiaditi…arresi al tempo…, i suoi vecchi sono curvi ma li sorregge delicato…sta in mezzo a loro…ora…e se basta questo, questo è quanto…

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